Dai Bagienni a Napoleone
Prima dell'era volgare le valli dell'alto Po, della Maira, Grana, Stura, Gesso
e Pesio erano abitate dai Vagienni, rude popolo di origine Ligure, dedito all'
agricoltura ed alle armi che, dopo aver lungamente e sanguinosamente conteso la
sua terra all'espansione romana, fu alla fine debellato e domato dalle regioni
dell' Urbe. Ottenuto il dominio, Roma plasm sapientemente popoli e razze, dando
loro governo, norme e leggi; aprendo strade, creando fortilizi ed ingrandendo
villaggi. Due grandi strade confluirono nella valle Pesio: una, la Julia Augusta
che da Roma per Piacenza, Fossano, lungo la Stura veniva a Morozzo e lasciando a
sinistra Beinette raggiungeva Flamulasca (ora Chiusa); l'altra la via Emilia che
portava pure alla Chiusa venendo dritta da S. Biagio e toccando quindi terre di
Pianfei. Sotto l'impero di Diocleziano e di Massimiliano Aurelio, quando questi
despoti scatenarono la loro persecuzione contro i seguaci di Cristo, si trovava
in Piemonte la cristiana legione Tebea. Gli ufficiali ed i soldati di essa non
vollero abiurare la loro fede e furono crudelmente massacrati. Nelle terre oggi
Monregalesi furono tra gli altri martirizzati S. Maurizio, il capitano, e il
legionario S. Magno
I Saraceni
I Saraceni, gente di razza araba e di religione maomettana, si erano da tempo
stabiliti su alcuni litorali dell' Africa del nord. Guerrieri e predoni per
natura, ferocissimi, esercitavano crudele pirateria nel mediterraneo sbarcando
poi su spiagge incustodite e puntando all' interno depredavano, distruggevano e
trucidavano. Nel 906 alcuni di essi vennero sbattuti da una tempesta sulle
spiagge del Nizzardo, a Frassinette, tra Villafranca e Monaco e fecero macello
degli abitanti e si impadronirono del castello prendendovi dimora. Cresciuti di
numero, cominciarono da quella base le loro scorrerie scendendo l' anno stesso
in Piemonte divisi in due colonne, una prese la via di Tenda, l'altra quella del
Monte Ardua in Valle Pesio. La prima colonna giunse a Pedona (oggi Borgo San
Dalmazzo) compiendo atroci crudelt e si diresse quindi verso Chiusa mettendola
a ferro e fuoco. Qui sopraggiunse la seconda colonna che riunitasi alla prima,
percorse tutta la regione portando ovunque rapine e stragi. Carichi di preda si
attestarono sul territorio di Pianfei nella localit che ancora oggi viene detta
"La Saracena". Qui costruirono un fortilizio capace di contenere 500 uomini
armati, con torre di vedetta. Da questa partivano per depredare i passanti e
cos, nel 920, catturarono S. Bernolfo vescovo di Asti martirizzandolo vicino ad
un pozzo sulla sponda destra del Pogliola. Dopo molti tentativi di ribellione,
le popolazioni, approfittando anche dei rovesci subiti dai Saraceni su altri
fronti, li aggredirono con le armi dando luogo a sanguinosi combattimenti. Tra
questi ricordiamo quello che ebbe luogo sotto la Certosa del Pesio, nel luogo
detto tuttora malo macello, e la battaglia che si svolse sul Mortais. Nel 975
non si parl pi di essi. Il nome Marabotti, ancora oggi comune a Pianfei,
decisamente di origine Saracena poich in arabo una parola simile significa
cimitero.